MILANO - La Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Internationalis e Caritas Italiana, lancia una raccolta fondi a sostegno delle zone della ex Birmania colpite dal ciclone Nargis. «Cresce di ora in ora il bilancio delle vittime di Nargis, il ciclone che nella notte tra venerdì e sabato si è abbattuto sull’ex Birmania, oggi Myanmar- scrive in una nota la Caritas Ambrosiana - Le ultime stime ufficiali parlano di 4mila morti, ma il numero delle vittime effettive potrebbe essere di molto superiore, secondo fonti locali che Caritas Ambrosiana è stata in grado di contattare in queste ore». Secondo queste fonti «le zone più colpite sono l’ex capitale Rangoon, il territorio della diocesi di Pathein e il delta del fiume Irrawaddy. Qui la tempesta tropicale, con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari, ha distrutto interi villaggi e interrotto le vie di comunicazione». Il disastro, fa notare la Caritas, «a pochi giorni dal referendum sulla nuova costituzione, il 10 maggio, rende ancora più complesso il delicato quadro socio-politico già compromesso dalle manifestazioni dello scorso autunno». Per far fronte alla situazione la Caritas Ambrosiana ha scelto di lanciare una raccolta fondi per gli aiuti umanitari e i primi interventi di emergenza.
COME DONARE. È possibile donare il proprio contributo tramite:
- donazione diretta presso l'Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30);
- conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS;
- conto corrente bancario n. 578 - Cin P, ABI 03512, Cab 01602 presso l'ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P 0351201602000000000578;
- carte di credito: donazione telefonica chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio donazione diretta collegandosi al sito www.caritas.it.
Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): «Emergenza Myanmar ex-Birmania»
www.corriere.it
- 10 maggio 2008 -







